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Offerta Cecina

  PER OGNI PIZZA UN ETTO DI CECINA

  IN OMAGGIO (escluso sabato e domenica)

Ingredienti


Cecina PDF Stampa E-mail

 

La cecina (pronuncia: cecìna) è un piatto tipico della cucina toscana. Può essere consumata da sola o come ripieno di focaccine; viene spesso accompagnata da una spolverata di pepe nero o in abbinamento con stracchino (o crescenza) o cipolla o gorgonzola. Pisa ha richiesto la denominazione DOP per questo prodotto.

Prezzo al Kg: € 10

 

 

 

 

 
Acciughe PDF Stampa E-mail
  In Italia l’acciuga viene chiamata alice quando, essendo giovane, è piccola. In Liguria viene chiamata generalmente anciua, amarou, anciona, amplona, amplouva, e il novellame di dimensioni fino a 3 cm si chiama gianchettu o bianchetto (dal colore che l’acciuga ha quando è così giovane). In Veneto viene chiamata anchiò oppure sardòn. In Venezia Giulia viene chiamata nini, anciò, sardela, sardòn In Toscana acciuga, alice. Nelle Marche acciuga, alice, sardela, sardone; argentini, latterini, lilla, magnana, nudini e il novellame paranzoli. Negli Abruzzi acciuga, alice, argentini e il novellame nudini. Nel Lazio acciuga, alice. In Campania acciuga, alice, alice ‘e sperone e il novellame alice annure. In Puglia aléce, alice, alice de sperone, speronara. In Calabria alici, aliciàstra, aliciastrùni, mezz’alici e il novellame bianco mangiare, neonata. In Sicilia, aléce, alice, alìccia, anciva, anciova, ancioja, anciora, masculina, masculinella, masculinu, mascolini e il novellame nannata, anciovillo. In Sardegna anciona, angioja, anciova, angiouvitta, aggiuva, azzuva.

 

 

 

 
Pomodoro PDF Stampa E-mail

 

 Il pomodoro  della famiglia delle Solanaceae, è una pianta annuale i cui frutti sono bacche dal caratteristico colore rosso alla base di molti piatti della cucina italiana.

 

 
 
Tonno PDF Stampa E-mail

 

Il genere Thunnus, conosciuto comunemente come Tonno, raggruppa 8 specie di grandi pesci pelagici predatori, appartenenti alla famiglia Scombridae.

 Dal punto di vista nutrizionale il tonno è un ottimo alimento perché ipocalorico (attorno a 100 kcal per 100 g di prodotto al naturale), molto ricco di proteine e non è molto grasso (rigorosamente consumato al naturale) con un buon apporto di acidi grassi essenziali. Dovrebbe quindi entrare nella nostra dieta quasi quotidianamente; inoltre la sua versatilità permette di consumarlo come secondo o come base di sughi "proteici".

 
 
Stracchino PDF Stampa E-mail


Lo stracchino (dal lombardo stracch con il significato di stanco) è un formaggio italiano a pasta molle e di breve stagionatura prodotto con latte vaccino intero.

Si presenta come un formaggio grasso e cremoso, privo di crosta, dal colore bianco.

Prodotto originariamente in Lombardia, l'etimologia del nome è fatta riferire all'utilizzo del latte proveniente da mucche "stanche" per la transumanza al fondovalle dopo l'alpeggio estivo.

In Valtellina e Pavese il nome di "stracchino" viene usato anche per indicare il gorgonzola.

Oltre alla Lombardia anche la Toscana ha inserito lo stracchino nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani.

 
 
Grana PDF Stampa E-mail

 

Il formaggio grana è un formaggio tipico italiano, ottenuto dalla caseificazione del latte bovino.

Il grana ottenuto in determinate aree geografiche con il rispetto di specifici disciplinari di produzione, è commercializzato con marchi che rappresentano una garanzia di rispetto di un determinato standard qualitativo. Marchi storici applicati al formaggio grana sono il Grana Padano e il Parmigiano-Reggiano. Quest'ultimo è anche ritenuto il formaggio grana più rappresentativo.

La principale differenza tra il Parmigiano reggiano e il Grana padano riguarda l'alimentazione dele mucche: quelle destinate alla produzione del Parmigiano-Reggiano sono alimentate solo con erbaggio e cereali, senza l'uso di insilato, di conservanti e antibiotici. Le mucche per cui si rendano necessari trattamenti antibiotici vengono sospese dalla produzione di Parmigiano-Reggiano. L'uso degli insilati, richiederebbe invece l'aggiunta al formaggio di un conservante naturale, il (lysozyme), come avviene nella produzione del Grana Padano.

 

Altri formaggi grana sono il Grana lodigiano, il Trentingrana e, tra quelli prodotti al di fuori d'Italia, il Reggianito e il Gran Moravia.

 
Scamorza Affumicata PDF Stampa E-mail


La scamorza è un formaggio prodotto con latte di vacca a pasta semicotta e filata.

È riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale della regione Campania.

 

 

 
Emmental PDF Stampa E-mail

L'Emmentaler (o Emmental) è un formaggio tipico della Svizzera.

L'Emmentaler è un formaggio a pasta dura, la caratteristica principale sono i grandi buchi. I buchi sono dovuti a delle sacche di gas di anidride carbonica che si formano naturalmente durante le fase di maturazione del formaggio. Il sapore è leggermente piccante e acidulo. In cucina, viene utilizzato sia nei sandwich, sia fuso. Viene utilizzato anche nella fondue (fonduta).

Il formaggio Emmentaler è prodotto con latte crudo di mucca (latte vaccino). Le mucche sono nutrite esclusivamente con erba e fieno e non sono consentiti mangimi provenienti da depositi. Per produrre 1 kg di formaggio occorrono circa 12 l di latte. Il formaggio è realizzato in forme tonde con un diametro da 80 a 100 cm, con uno spessore che varia da 16 a 27 cm e un peso fra i 75 e i 120 kg.

 

 

 

 
Salamino Piccante PDF Stampa E-mail

Il salame piccante è un salume essiccato e stagionato tipico della tradizione italiana.  L'aggiunta di peperonicino rende il salame piccante ma con un gusto molto piacevole.

 

L'impasto può essere insaccato in un involucro di budello animale (solitamente suino, ma anche ovino, bovino o equino), o artificiale (cellulosa o collagene quelli più utilizzati). La lunghezza varia dai 10 ai 60 cm, il diametro (calibro) varia da 3 (cacciatore) a circa 20 cm (crespone). Una volta insaccato il salame passa di norma un periodo in locali di asciugatura (circa una settimana) per passare poi alla stagionatura vera e propria, che varia a seconda della grandezza del salame (da 2 settimane per le salsicce stagionate fino anche a 6 mesi per prodotti tradizionali).

 

 

 

 
Salamino PDF Stampa E-mail

Il salame è un salume essiccato e stagionato tipico della tradizione italiana. Il nome deriva dall'operazione di salatura che si rende necessaria per assicurarne la conservazione.

Il salame tradizionale è ottenuto a partire da una miscela di macinato di maiale, sale e spezie (aglio, pepe nero o bianco, macinato o in grani, finocchio, macis e altre a secondo degli usi locali). Il processo di stagionatura può essere favorito dall'introduzione di alcuni ingredienti quali latte, vino, destrosio, nitriti e nitrati. L'insieme delle spezie e degli aromi aggiunti alla carne prende il nome di concia.

 

Il salame prende i nomi dai tipi di budello usato, dai componenti e dalle località in cui viene prodotto.

 
 
Bresaola PDF Stampa E-mail

 

 La Bresaola della Valtellina è un salume a Indicazione Geografica Protetta (IGP).

 

È alquanto difficile stabilire con precisione da dove derivi il nome di questo salume. Potrebbe derivare dall'espressione "sala come brisa", per l'uso che un tempo si faceva del sale nella conservazione e per il fatto che in Valchiavenna (valle vicina alla Valtellina) "brisa" indicava una ghiandola dei bovini fortemente salata. Ma c'è chi riconduce l'origine di questo nome al termine "brasa" (in dialetto significa brace) poiché un tempo l'asciugamento del prodotto avveniva in locali riscaldati da bracieri alimentati con carbone di legna di abete e bacche di ginepro, timo e foglie di alloro. Da "brisaola" il nome è poi mutato con gli anni in "bresaola".

 

Le prime testimonianze letterarie relative alla produzione della Bresaola risalgono al XV secolo, ma l’origine del salume è senz’altro antecedente. La produzione rimane circoscritta all’ambito familiare sino ai primi decenni dell’Ottocento. Nel XIX secolo la lavorazione artigianale del salume diventa particolarmente florida e il prodotto varca i confini nazionali per essere esportato nella vicina Svizzera.

 

 
Wrustel PDF Stampa E-mail


Il würstel, detto anche salsicciotto, (il termine proviene dal diminutivo della parola tedesca Wurst, "insaccato", secondo i dialetti tedeschi meridionali, laddove il termine in Hochdeutsch suonerebbe Würstchen) è una specie di insaccato fatta con carni tritate, bovine e suine, tipica della Germania e dell'Austria e, in Italia, dell'Alto Adige.

 Il würstel commercializzato in Italia corrisponde generalmente al Wiener o Wiener Würstchen (letteralmente "salsicciotto di Vienna" o "viennese") reperibile in Germania. Lo stesso prodotto in Svizzera è chiamato Wienerli e in Austria Frankfurter (Würstel), letteralmente "(salsicciotto) di Francoforte", sebbene in origine le due tipologie (Wiener e Frankfurter) non siano identiche: il primo più corto e servito appaiato ad un altro, il secondo lungo e servito da solo. Recentemente il würstel "italiano" ha raggiunto una propria individualità, tanto che si può parlare di una tipologia (parzialmente) distinta.

 

 

 

 
Salsiccia PDF Stampa E-mail

La salsiccia è un insaccato di carne suina tipico di molte regioni italiane, la cui origine viene, generalmente, attribuita in Basilicata.

 

Secondo una tradizione lombarda, la regina longobarda Teodolinda fu colei che inventò il modo di preparare la salsiccia e avrebbe poi regalato la ricetta agli abitanti di Monza. Anche i Veneti rivendicano la paternità di questo prodotto, affermando che la salsiccia è nata sul loro suolo, e sono tante altre regioni italiane che ne reclamano i natali. Ad ogni modo, varie fonti storiche raccontano vicende diverse e rintracciano le origini di questo salume in Lucania, antica regione che corrisponde alla Basilicata e parte della Campania meridionale. Scrittori come Cicerone, Marziale e Marco Terenzio Varrone parlano nelle loro opere della "lucanica", specialità introdotta nell'antica Roma dalle schiave lucane. Dal nome "lucanica" è derivato "luganega", termine che i lombardi, i trentini e i veneti tutt'oggi danno alla salciccia.

 

 

 
Speck PDF Stampa E-mail

  Lo speck è un prosciutto crudo, lievemente affumicato, tipico del territorio altoatesino, in Italia, ma prodotto anche nello Stato Federato del Tirolo. È protetto dall'Unione europea con il marchio IGP.

 

Lo Speck è un prosciutto crudo leggermente affumicato e stagionato per 22 settimane. Inconfondibile per aspetto, profumo e sapore, deve la propria peculiarità al metodo di lavorazione tradizionale. La disciplina di produzione prevede essenzialmente un’affumicatura leggera della coscia salata di maiale (ad una temperatura del fumo inferiore ai 20 gradi centigradi), una stagionatura media di 22 settimane, un contenuto di sale non superiore al 5%.

 

 

In base a queste regole di produzione, nel prodotto finito, viene effettuata la marchiatura a fuoco e l'etichettatura, con la scritta “Speck Alto Adige IGP” in italiano e in tedesco e il simbolo "Südtirol".

 

 

 
Prosciutto Crudo PDF Stampa E-mail
 

Il termine prosciutto si riferisce a un taglio di carne del maiale corrispondente all'arto posteriore fino alla prima fila di ossa del tarso, volgarmente noto come coscia posteriore. Sebbene in rari casi esso possa essere cucinato e servito fresco, la maggior parte dei prosciutti vengono conciati o stagionati.

 

 

Talvolta con il termine prosciutto ci si riferisce anche a prodotti ottenuti da coscia di ovino o di oca.

 

 
 
Prosciutto Cotto PDF Stampa E-mail

 

 

Il termine prosciutto si riferisce a un taglio di carne del maiale corrispondente all'arto posteriore fino alla prima fila di ossa del tarso, volgarmente noto come coscia posteriore. Sebbene in rari casi esso possa essere cucinato e servito fresco, la maggior parte dei prosciutti vengono conciati o stagionati.

Talvolta con il termine prosciutto ci si riferisce anche a prodotti ottenuti da coscia di ovino o di oca.

Comunemente il prosciutto viene distinto in crudo e cotto, a seconda delle modalità di lavorazione.

Il prosciutto viene conciato a secco e lavorato con una mistura contenente sale e altri ingredienti, spesso con percentuali di nitrati e nitriti come conservanti. Negli Stati Uniti è comune anche l'uso di zucchero nei trattamenti a secco. In seguito esso viene lasciato ad asciugare (la parola prosciutto deriva, infatti, dal latino “perexsuctum” che significa “prosciugato") e a stagionare.

Molto importante è anche la produzione di prosciutti cotti, che si ottengono dalle cosce disossate, salate e cotte.

 

 

 
Olive PDF Stampa E-mail

 L'oliva (o uliva) è il frutto commestibile dell'olivo originario del bacino del Mediterraneo. Per le sue caratteristiche alimentari ed organolettiche dalla sua spremitura si ottiene l'olio d'oliva. Il processo di maturazione delle olive, si distingue dal tipo di colorazione, dal verde giallo, durante lo sviluppo, al nero violaceo, a maturazione avvenuta. Le olive vengono raccolte quando raggiungono il punto giusto di inolizione, di contenuto antiossidante e di proprietà organolettiche. Nel centro Italia, il periodo di raccolta è tra novembre e dicembre quando raggiungono il massimo delle loro dimensioni e sono ricche di olio. Una volta prese, l'insieme dei frutti viene riposto in delle cassette forate e spostate in ambienti freschi e areati, dopo di che, le olive vengono portate al frantoio e lavorate.

 

 
Capperi PDF Stampa E-mail

  Il cappero (Capparis spinosa ) è un piccolo arbusto o suffrutice ramificato a portamento prostrato-ricadente. Della pianta si consumano i boccioli, detti capperi, e più raramente i frutti, noti come cucunci. Entrambi si conservano sott'olio, sotto aceto o sotto sale.

Il cappero è una pianta dalle proprietà aromatiche e medicinali.

Le proprietà aromatiche sono contenute nei boccioli del fiore, comunemente chiamati capperi. Utilizzati in gastronomia da millenni, si raccolgono ancora chiusi e si conservano in macerazione sotto sale o sotto aceto. I capperi sono solitamente usati per aromatizzare le pietanze e si sposano bene con una grande varietà di cibi: dalla carne, al pesce, alla pasta.In erboristeria è utilizzata la corteccia della radice. I principi attivi hanno proprietà diuretiche e protettrici dei vasi sanguigni. Può essere utilizzata nella cura della gotta, delle emorroidi, delle varici. Recentemente si è appurata, per gli estratti secchi da frutto di Capparis (specie se associati a Olea europea, Glycyrrhiza glabra e Ribes nigrum) un'attività antiossidante cutanea, antiflogistica ed antistamino-simile, valida nelle dermatopatie allergiche

 
Origano PDF Stampa E-mail

L'origano è un genere di piante aromatiche, erbacee o sub-arbustive, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae e comprendente circa 45-50 specie originarie soprattutto del bacino del Mar Mediterraneo.

Le due specie più conosciute ed utilizzate sono l'origano (Origanum vulgare) e la maggiorana (Origanum majorana).

L'origano è una delle erbe aromatiche più utilizzate nella cucina mediterranea in virtù del suo intenso e stimolante profumo. Si usa in innumerevoli preparazioni su carni e su pesce, nelle insalate e nella pizza. Le cucine calabrese, siciliana, napoletana e abruzzese ne fanno grande uso.

Le sue proprietà terapeutiche sono: antalgico, antisettico, analgesico, antispasmodico, espettorante, stomachico e tonico. Il suo olio essenziale è molto utilizzato nell'aromaterapia. I suoi infusi sono consigliati contro la tosse, le emicranie, i disturbi digestivi e i dolori di narura reumatica svolgendo una funzione antinfiammatoria.

L'Origano è anche un buon repellente per le formiche: basta cospargerlo nei luoghi frequentati e ricordarsi di sostituirlo spesso per tenerle lontane.


 

 
Melanzane PDF Stampa E-mail

 

La melanzana (Solanum melongena L.) è una pianta erbacea, eretta, alta da 30 cm a poco più di un metro. I fiori grandi, solitari, sono violacei o anche bianchi. I frutti sono bacche grandi, allungate o rotonde, normalmente violacee, commestibili previa cottura. La melanzana rossa (Solanum aethiopicum L.) è una pianta d'aspetto simile alla melanzana per portamento ma il suo frutto arrotondato si colora di rosso intenso come un pomodoro (Solanum lycopersicum L.), tanto da essere scambiata per quest'ultimo.

 

La melanzana cruda ha un gusto sgradevole ed è anche tossica perché contiene solanina. Pertanto la melanzana viene consumata solamente cotta. D'altra parte, la melanzana ha la proprietà di assorbire molto bene i grassi alimentari, tra cui l'olio, consentendo la preparazione di piatti molto ricchi e saporiti.

 

 

 

 
Noci PDF Stampa E-mail

 

Alcuni studi epidemiologici hanno rivelato che le persone che consumano noci abitualmente, corrono meno rischi di subire cardiopatie coronariche. Recentemente alcuni studi clinici hanno dimostrato che il consumo di varie tipologie di noci, quali ad esempio le mandorle e le noci può diminuire le concentrazioni del colesterolo LDL. Inoltre le noci contengono sostanze che hanno effetti cardio-protettivi.

Oltre ai benefici cardiaci, le noci generalmente hanno un bassissimo indice glicemico (GI). Conseguentemente, i dietologi si raccomandano affinché le noci siano incluse nelle diete prescritte ai pazienti con deficienze di insulina (diabete); inoltre sono ricche di sali minerali e di vitamine B.

Uno studio ha dimostrato che le persone che mangiano noci regolarmente, vivono due o tre anni di più rispetto a coloro che non lo fanno, ciò potrebbe derivare anche dal fatto che coloro che consumano noci, tendono ad avere meno appetito e quindi mangiano meno.

 
Gorgonzola PDF Stampa E-mail

 Il gorgonzola è un formaggio prodotto in Italia dal latte intero di vacca. Il formaggio è originario della provincia di Milano; le sue zone di produzioni storichesono le province di Milano, Como, Pavia e Novara. Quest'ultima ne è diventata nell'ultimo secolo la principale produttrice. Il gorgonzola prende il nome dalla cittadina lombarda in provincia di Milano, Gorgonzola (MI), che gli ha dato i natali.

 

 

 
Fontina PDF Stampa E-mail

  La Fontina è un formaggio italiano a Denominazione d'Origine Protetta (DOP). La sua origine viene fatta risalire al 1270, sebbena la prima testimonianza iconografica risalga al XV secolo, in un affresco del Castello di Issogne

 

 
Panna PDF Stampa E-mail
 

La panna è una sostanza che si ottiene dal latte fresco costituita per lo più dalla sua frazione grassa.

Centrifugando il latte fresco si separano le molecole di grasso dal resto ottenendo un prodotto contenente circa il 30% di grassi. Un secondo metodo di preparazione, meno utilizzato, prevede la raccolta della componente lipidica del latte vaccino dopo l'affioramento.

La panna è la materia prima per produrre il burro, si usa in cucina come ingrediente in molte ricette e in pasticceria per confezionare ottimi dolci e gelati. Sempre per rimanere nel reparto della pasticceria,dove la panna è utilizzatissima anche per bavaresi, mousse, semifreddi, ma in alcune di queste non sarà piu' montata ma semimontata in quanto semimontata è più voluminosa.

Incorporando aria nella panna si ottiene la panna montata usata soprattutto in pasticceria; in essa è consentita l'aggiunta di saccarosio al di sotto del 15% o meglio ancora zucchero a velo, volendo anche vanigliato.

La panna si usa anche nella fabbricazione di formaggi molto grassi come il camembert. Coagulando la panna con acido citrico o acido acetico alla temperatura di 75 °C si ottiene il mascarpone.

La panna con il suo altissimo contenuto di grassi è sconsigliata nelle diete ipocaloriche.

 
 
Nutella PDF Stampa E-mail

L'origine della Nutella è legata al cioccolato Gianduia, che contiene pasta di nocciole. Il Gianduia prese piede in Piemonte nel momento in cui le tasse eccessive sull'importazione dei semi di cacao cominciarono a scoraggiare la diffusione del cioccolato convenzionale. Pietro Ferrero possedeva una pasticceria ad Alba, nelle Langhe, area nota per la produzione di nocciole. Nel 1946 vendette il primo lotto costituito da 300 chili di "Pasta Giandujot". Si trattava di una pasta di cioccolato e nocciole, venduta in blocchi da taglio. Nel 1951 nasceva invece la Supercrema, conserva vegetale venduta in grandi barattoli.

Nel 1963, Michele Ferrero, figlio di Pietro, decise di rinnovare la Supercrema, con l'intenzione di commercializzarla in tutta Europa. La composizione venne modificata, così come l'etichetta e il nome: la parola "Nutella" (basata sull'inglese "nut", "nocciola"), e il logo vennero registrati verso la fine dello stesso anno, e restano immutati fino ad oggi.

 

Il primo vaso di Nutella uscì dalla fabbrica di Alba il 20 aprile del 1964. Il prodotto ebbe successo istantaneo, e rimane oggi estremamente popolare e ricordato con affetto in romanzi, canzoni e opere cinematografiche.

 
 
Mascarpone PDF Stampa E-mail
Il mascarpone è un formaggio fresco ricavato dalla lavorazione della crema di latte, panna, e acido citrico o acido acetico. È tipico di alcune zone della Lombardia (in particolare Lodi e Abbiategrasso).

Il nome deriva dal termine dialettale lombardo mascherpa o mascarpia, che indica la ricotta o la crema di latte.

Unito a liquore, caffè, biscotti, zucchero e uova è alla base della preparazione di molte creme dolci.

È uno degli ingredienti fondamentali nella preparazione del tiramisù, della palla e della Ciambella di Mascarpone.

 

 
Pinoli PDF Stampa E-mail

I pinoli sono i semi commestibili di alcune specie di pini. Sono circa 20 le specie del genere che producono semi abbastanza grandi da giustificarne la coltivazione. In altre specie i pinoli sono troppo piccoli per essere apprezzati come cibo, anche se commestibili.

Strobilo di Pino domestico (Pinus pinea) - notare i due semi sotto ogni scaglia

In Europa sono due le specie di pino che producono semi grandi. Il migliore è il pino domestico (Pinus pinea) che non a caso è anche chiamato "pino da pinoli". Il pino cembro (Pinus cembra) produce grossi semi, ma vive in zone più disagevoli.

I pinoli sono ricchi di proteine e sono stati consumati in Europa sin dal periodo Paleolitico. Sono anche una sorgente di fibra alimentare. I pinoli sono essenziali per il pesto e svariati altri piatti tra cui le torte.

 

In altre parti del mondo si coltivano altre specie di pino per i semi. In Asia in particolare si coltivano Pinus koraiensis e Pinus gerardiana Altre quattro specie Pinus sibirica, Pinus pumila, Pinus armandii e Pinus bungeana sono meno utilizzate. In America settentrionale le tre specie più utilizzate sono Pinus edulis, Pinus monophylla e Pinus cembroides. Altre specie come Pinus orizabensis, Pinus johannis, Pinus culminicola, Pinus remota, Pinus quadrifolia, Pinus sabineana, Pinus torreyana e Pinus lambertiana sono meno utilizzate.

Semi simili a pinoli sono prodotti anche da specie del genere Araucaria.

 

 

 
Pesto PDF Stampa E-mail
 

 Il pesto (pronuncia in lingua ligure: pestu) è un tipico condimento originario della Liguria. Il suo ingrediente base è il basilico (Ocimum basilicum) o meglio, il Basilico genovese (in lingua ligure baxeicò [baʒeɪ'kɔ] o baxaicò [baʒaɪ'kɔ]), pianta originaria dell'Asia tropicale.

La prima ricetta del pesto viene fatta risalire all'Ottocento. Anche se certamente essa è debitrice di più antiche salse pestate come l'agliata (versione alla ligure dell'agliata classica), diffusa in Liguria già durante il Rinascimento. Oltre al basilico, vengono pestati a crudo piccole quantità di aglio e pinoli, il tutto condito con parmigiano (e/o pecorino, a seconda delle tradizioni locali) ed olio di oliva extravergine.

Secondo la tradizione, il pesto di migliore qualità viene confezionato usando foglioline di basilico genovese coltivate nella delegazione genovese di Pra'. Inoltre secondo i puristi, il pestello, preferibilmente in legno, deve avere un movimento circolare.

Nel marzo del 2007 si è tenuto a Genova il primo campionato mondiale di pesto prodotto al mortaio. I partecipanti alla gara sono stati un centinaio, provenienti da tutto il mondo. La manifestazione ha avuto lo scopo di diffondere nel mondo la cultura del pesto e la sua genovesità (o ligusticità, se si considera che il pesto, come condimento abituale, è da tempo patrimonio dell'intera Liguria).

Il pesto preparato secondo le ricette liguri viene fatto con foglie verdi di basilico e pinoli con un mortaio di marmo e pestello in legno di balsa. Le foglie di basilico vengono schiacciate ai bordi del mortaio, mescolate con mezzo bicchiere di olio di oliva, dopodiché il condimento può essere diluito con parte dell'acqua di cottura.

 

 

 
Funghi PDF Stampa E-mail
  I funghi sono in genere ricchi di sostanze nutritive. Diverse specie possiedono proprietà anticancerogene altre contribuiscono ad abbassare il livello di colesterolo nel sangue, altre ancora contengono vitamine ed amminoacidi. Devono essere consumati cotti in quanto i funghi crudi contengono carboidrati e grassi piuttosto complessi che appesantiscono il lavoro dell'apparato digerente.

 

 

 

 
Rucola PDF Stampa E-mail
  La rucola o rughetta, talvolta anche ruchetta (Eruca sativa Mill.) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Brassicaceae (Cruciferae), conosciuta fin dai tempi antichi.

 

 

 

 
Carciofi PDF Stampa E-mail
 Il carciofo (Cynara cardunculus subsp. scolymus (L.) Hegi) è una pianta della famiglia delle Asteraceae, coltivata in Italia e in altri Paesi per uso alimentare e, secondariamente, medicinale.

 

 

 

 
Peperoni PDF Stampa E-mail

 Capsicum L. è un genere di piante della famiglia delle Solanaceae, originario delle Americhe ma attualmente coltivato in tutto il mondo.

 Oltre al noto peperone, il genere comprende varie specie di peperoncini piccanti, ornamentali e dolci.
Secondo alcuni, il nome latino "Capsicum" deriva da "capsa", che significa scatola, e deve il nome alla particolare forma del frutto (una bacca) che ricorda proprio una scatola con dentro i semi. Altri invece lo fanno derivare dal greco kapto che significa mordere, con evidente riferimento al piccante che "morde" la lingua quando si mangia.

 
 
Zucchine PDF Stampa E-mail

 

La zucchina (Cucurbita pepo) è una specie della famiglia delle Cucurbitaceae i cui frutti sono utilizzati immaturi.

 

Appartengono a questa specie differenti varietà:

  • le zucchine lunghe,
  • le zucchine tonde, dal frutto sferico.
  • le zucchine patisson
  • le zucchine eccentriche

 

 

 

 

 

 
Cipolla PDF Stampa E-mail

 La cipolla (Allium cepa) è una pianta coltivata bulbosa della famiglia delle Liliaceae o meglio, secondo schemi tassonomici più attuali, Alliaceae.

È una pianta erbacea a ciclo biennale che diventa annuale in coltivazione, con radici superficiali e con delle foglie che nella parte basale si ingrossano dando la parte commestibile. Forma un lungo stelo fiorale che porta un'infiorescenza ad ombrella con fiori di colore bianco-giallastro. Il frutto è una capsula.

 

Il suo utilizzo principale è quello di alimento e condimento, ma è anche adoperata a scopo terapeutico per le proprietà attribuitegli dalla scienza e dalle tradizioni popolari.

 
 
Prezzemolo PDF Stampa E-mail
 

 Il prezzemolo (Petroselinum crispum) è una pianta biennale, originaria delle zone mediterranee. Cresce spontaneamente nei boschi e nei prati delle zone a clima temperato; teme infatti il freddo intenso.

 

 

È una pianta erbacea. Ha una robusta radice a fittone bianco giallastra. Le foglie sono completamente glabre e hanno un contorno triangolare frastagliato, posso essere bipennatosette o tripennatosette. L' infiorescenza è un ombrello formato da una cinquantina di piccoli fiori a cinque petali, bianchi talvolta soffusi di rosa e verde.

 
 
Aglio PDF Stampa E-mail

L'aglio (Allium sativum) è una pianta coltivata bulbosa della famiglia delle Liliaceae o meglio, secondo schemi tassonomici più attuali, Alliaceae. Il suo utilizzo primo è quello di condimento, ma è ugualmente usato a scopo terapeutico per le proprietà congiuntamente attribuitegli dalla scienza e dalle tradizioni popolari.

 

A causa della sua coltivazione molto diffusa le sue origini sono incerte, sono state rintracciate sia nella Siberia sud-occidentale che in Sicilia ed in Calabria, dove cresce spontaneamente. È imparentato con le cipolle ed il giglio.

 

 L'odore caratteristico dell'aglio è dovuto a numerosi composti organici di zolfo tra cui l'alliina ed i suoi derivati, come l'allicina ed il disolfuro di diallile.

 Esistono varie qualità di aglio: Piacentino bianco, rosso di Sulmona, Serena, Rosso di Nubia. L'aglio rosso di Nubia, una contrada del trapanese, è presidio Slowfood. Il bulbo è costituito tipicamente da dodici bulbilli o spicchi, con le tuniche esterne bianche e le tuniche interne di colore rosso vivo. Tradizionalmente viene confezionato in "trecce" da circa cento bulbi.

 

 

 

 
Pomodoro Fresco
 

 

Utilizziamo solo pomodoro fresco nella preparazione della pizza essendo esso uno degli ingredienti cardini di una pizza verace.

 

Il suo utilizzo  esalta la pizza quale piatto prettamente italiano e distintivo di un popolo legato alle tradizioni.,infatti il verde del basilico permette alla pizza di avere una composizione cromatica paragonabile al tricolore italiano.

 

 

 

 

 
Pasta

 

 Il segreto di una buona pizza è nella semplicita di una pasta ben lievitata , curata e ben cotta e di buona qualità. 

 

 

 

Ogni giorno con maestria prepariamo l'impasto questo esalta al massimo la pizza, che, fumante e profumata, verrà sfornata con garbo e maestria.

 

 

 

 

 
Mozzarella

 

La mozzarella è una delle specialità italiane fondamentale nella preparazione delle pizze.

Utilizziamo mozzarelle di bufala e mozzarelle fior di latte..

Per tutelare il cliente utilizziamo solo mozzarelle con arrivi giornalieri per esaltarene il gusto.

  Non utilizziamo le classiche mozzarelle ideate appositamente per pizze poiché esse mantengono  la loro compattezza anche dopo la cottura ma preferiamo utilizzare mozzarelle di bufala e mozzarelle fior di latte avendo esse un umidità maggiore si sciolgono molto velocemente.

 

 

 
 

Sulla maggior parte di  pizze utilizziamo il basilico che con la sua aggiunta (non più di qualche fogliolina fresca) conclude la preparazione della pizza dando un tocco di classe sia dal punto di vista aromatico che gastronomico

 

 

  Il basilico è un’erba aromatica che con la sua aggiunta(non più di qualche fogliolina) conclude la preparazione  della pizza dando un tocco di classe sia dal punto di vista aromatico e gastronomico che da quello  estetico in particola cromatico.

 

 Curiosità: 

Le foglie di basilico sono di digestive,antisettiche e profumano l'alito.

E' il terzo colorato ingrediente della pizza Margherita , le cui foglie verde, con il bianco della mozzarella e il rosso del pomodoro, rappresentano il tricolore italiano in onore della regina Margherita.

 

 

 

 

 

olio extravergine oliva

Utilizziamo solo olio extravergine di oliva pugliese il suo inconfondibile odore rende la pizza gustosa.

 

Sulla pizza il sapore dell’ olio extravergine di oliva permette di armonizzare il suo sapore con quello degli altri ingredienti di tradizione mediterranea.

  L’olio extravergine di oliva è il pilastro della dieta mediterranea, ed è consigliato grazie alle sue proprietà benefiche.

 

 

 

 

 


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